Una Stella Croata brilla su Taormina


THE LOOK OF THE YEAR 2013: THE WINNER IS KIM KOSANOVIC


Kim Kosanovic con Nuccio Cicirò

Kim Kosanovic con Nuccio Cicirò


I Siciliani hanno un rapporto antico con la pioggia, per lo più legato ai prolungati periodi di siccità. Non si contano i riti, religiosi e pagani, praticati in ogni angolo dell’isola quando si vedevano i campi arsi dal sole e i raccolti a rischio. Nel 1893, ad esempio, non piovve per sei mesi di seguito. Ne fece le spese una statua di San Giuseppe, bruciata per protesta in un giardino assolato, anche se la vittima più illustre fu San Michele Arcangelo: a Caltanisetta gli furono strappate le ali d’oro e sostituite con ali di cartone; a Licata fu denudato e minacciato d’impiccagione: “O la pioggia o la corda”, gridavano i fedeli. E corda fu.
I tempi cambiano, e anche il clima. La pioggia, in Sicilia, oggi arriva anche se non serve e soprattutto quando nessuno la desidera.
Di certo non la si desidera in occasione di uno dei più prestigiosi Fashion Award al mondo, “The Look Of The Year”, che esalta il talento creativo di rinomati stilisti grazie a quelle figure angeliche a tutti note come “Modelle”, ammaliatrici più delle sirene di Ulisse e vera medicina spirituale per chiunque abbia la fortuna di essere beneficiato di un loro sorriso.
Non la si desidera, ma la pioggia arriva! Il Quartier Generale di “The Look Of The Year” è ubicato presso lo “Sheraton” di Aci Castello. Le prove ufficiali sono previste al “Teatro Greco” di Taormina, sede dell’evento conclusivo.
In albergo la tensione è alle stelle. I contatti telefonici con i membri dello Staff dislocati a Taormina si susseguono con ritmo frenetico. Le modelle sono bloccate nel pullman in attesa di partire; gli artisti hanno le loro esigenze e desiderano ardentemente provare. Tutti corrono convulsamente, cercando di scacciare il terribile pensiero: “se la pioggia persiste, salta l’evento!” Un disastro! Tutti corrono, parlano, inseguono notizie meteo. Tutti, meno uno: un uomo con i capelli di colore nero corvino e di nero vestito. Appare all’improvviso al centro della immensa Hall, quasi come se fosse sbucato da una nuvola magica. Sorride pacatamente e, con chiari gesti delle mani, invita la marea umana agitata che lo circonda a sedarsi. Ritorna la calma, cessa il brusio e finalmente l’uomo parla, dopo aver rivolto un lungo sguardo al di là della vetrata, verso il cielo grigio, dal quale precipita un copiosa e irrefrenabile pioggia.
“Signori, state calmi e non temete. Il Buon Dio e gli altri Dei saranno i nostri primi spettatori. La pioggia cesserà tra poco e domani non pioverà. Andiamo a Taormina. Ci aspetta una lunga serata di prove”.
L’uomo che ha pronunciato questo vaticinio si chiama Nuccio Cicirò, raffinato cesellatore di talenti nel mondo della moda e non solo.
La sua voce ha un potere taumaturgico notevole, perché tutti sembrano risollevarsi dallo schiacciamento ansiogeno, recuperando energie e fiducia.
“A Taormina”! Gridano, sorridendo. “A Taormina”, ripete con un tenue sospiro Nuccio Cicirò, forse pensando che gli Dei dovrebbero davvero dargli ascolto, perché quella Terra e quella gente amorevole e laboriosa, nonché cinquantaquattro modelle provenienti da ogni angolo del Pianeta, proprio non meriterebbero un tale sgarbo. Gli danno ascolto. La pioggia cessa all’improvviso, ma il palco resta bagnato e scivoloso. Poco male: è impossibile fermare quel nutrito esercito di stilisti, modelle, artisti, truccatori, parrucchieri, tecnici, accomunati da un unico desiderio: stupire il mondo all’indomani.
E il domani arriva. Gli Dei, tanto per divertirsi solo un altro po’ e ben sapendo con chi avessero a che fare, mandano ancora qualche milionata di metri cubi di pioggia nel pomeriggio, per poi fermarla in tempo utile affinché non si patissero fastidi.
Ci siamo! Alle 21 in punto si parte. E’ lecito aspettarsi uno spettacolo di gran classe ed è lecito aspettarsi anche che, anno dopo anno, sia sempre più bello e innovativo di quello precedente. Gli Istrioni alla Nuccio Cicirò esistono per questo. E mantengono sempre le promesse.
So già, ad esempio, che non vi è alcun rischio, in un evento di siffatta portata, di ascoltare quelle orribili e inadeguate colonne sonore che accompagnano anche sfilate importanti, purtroppo vessate da registi di moda improvvisati e pasticcioni. (Se va bene: spesso la tracklist è composta da quei baldi giovani che una volta si limitavano a mettere i dischi nel piatto e oggi, in una società che tende al declino e a valorizzare la mediocrità, pretendono di avere dignità di “musicisti”, grazie anche ai tanti scemotti che in tal guisa li considerano). Anche le più rosee aspettative, però, possono essere superate e quando odo le note di “Lady Labyrinth” che si fondono con la bellezza di abiti mozzafiato, indossati da modelle talentuose, mi rendo conto che sono davvero “altrove”. Siamo solo all’inizio e l’incanto già raggiunge le vette del sublime. Socchiudo per un attimo gli occhi, continuando a vedere con la mente l’avanzare lento e sovrano delle modelle, che poi svaniscono nel nulla. Il Teatro Antico rischiarato dalla luce della notte e impreziosito di bellezza umana. Un gioco di luci e ombre accarezza l’anima e in questo crogiolo di meraviglie tutto appare familiare e sconosciuto allo stesso tempo. E’ come se si stesse entrando vorticosamente in un sogno. E in un sogno tutto può succedere. Scemano le note e dischiudo gli occhi giusto in tempo per cogliere la radiosa presenza di Jessika Polsky, che irrompe in scena illuminando il Teatro con il suo sorriso. The show goes on, in un susseguirsi di “emozioni” davvero indescrivibili, perché vi è una bellezza che trascende l’umano, quando si colora di corollari così particolari.
Per gli abiti di Enrico Coveri, Marella Ferrera, Chiara Boni, Emma Viedma, Bella Bicchì, Gianluca Alibrando, Magia 2000, basta fare un salto nei rispettivi web site o dare un’occhiata alle photogallery on line dedicate all’evento. Non fatevi illusioni, tuttavia: nulla potrà eguagliare le magiche visioni percepite dal vivo in uno scenario unico al mondo.
In un contesto che vede la Donna protagonista assoluta è sembrato giusto sostenerla anche in una difficile battaglia di Civiltà: quella che si combatte quotidianamente contro la follia che pervade troppi uomini, incapaci di vivere in modo dignitoso il proprio tempo. E’ toccato all’attrice Annamaria Spina, che della follia maschile è rimasta vittima da giovane, parlare di un tema scottante, che può essere compiutamente approfondito nel sito “Postoccupato”.
Il tempo scorre veloce ed è notte fonda, oramai, quando Nuccio Cicirò sale sul palco. E’ il momento di rivelare la più talentuosa modella del Fashion Award.
Questo momento catartico, in genere, è accompagnato da studiata suspence. Qui, però, siamo in un contesto di “professioniste” che badano al concreto, ben consapevoli che hanno “vinto” solo perché sono lì e che è del tutto naturale individuare, tra loro, qualcuna che abbia una piccola marcia in più, o quell’aura che la distingua, senza che ciò intacchi il proficuo e soddisfacente percorso professionale di ciascuna.
Kim Kosanovic è una diciottenne di Zagabria, che vive a Londra ed è già da tempo un’affermata modella.
185 centimetri di bellezza slava, dipanati su un corpo armonioso e semplicemente perfetto, che le consente di volare in passerella con la leggiadria di una gazzella.
E’ il suo nome che Nuccio Cicirò pronuncia, consacrandola come la quarantesima vincitrice del Fashion Award. Una stella Croata brilla nel cielo di Taormina, per la gioia di un intero popolo, che dal 1° luglio è a pieno titolo nell’Unione Europea. Riderà il cuore al Presidente Josipovic e a noi con lui. Kim è davvero splendida e a tutti gli effetti, ora, si può definire uno “splendore Europeo”.
Cala il sipario tra abbracci e foto di rito; finalmente sorride anche Ivana Triolo, la preziosa socia del Presidente, che si vede poco e naturalmente lavora molto. Le modelle corrono a cambiarsi: la serata continua presso una delle spiagge più belle del mondo, il Lido Stockolm, dove potranno scaricare la tensione scatenandosi in pista. Il pubblico scema lentamente e Nuccio Cicirò osserva in silenzio e compiaciuto il Teatro che si svuota. Mi sorride, poi, con la sua tipica espressione un po’ sorniona, m’invita a guardare in alto puntando il dito verso il cielo e mi dice: “Li vedi? Sono tutti lì, tra le nuvole. Sono stati i nostri primi spettatori!”. Li vedo, Nuccio. Li vedo.
(lino lavorgna)

Le Modelle di The Look Of The Year

Photogallery

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